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US macro dynamics: how AI CapEx, margin resilience and Fed policy shifts impact small and mid caps
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10 settembre 2026

Macro USA: come il CapEx dell’IA, la tenuta dei margini e la politica della Fed impattano su small e mid cap

Il quadro macroeconomico degli Stati Uniti sta abbandonando il classico regime "Goldilocks" per evolvere verso un contesto più articolato, in cui il rallentamento dell'attività generale si scontra con le persistenti frizioni di breve termine causate dalla banca centrale. Nonostante i crescenti rischi di un orientamento restrittivo della Fed e l'elevata volatilità dei rendimenti, le small e mid cap (SMID) statunitensi continuano a mostrare una notevole solidità fondamentale. Grazie ai risultati finanziari del secondo trimestre del 2026, alle revisioni al rialzo delle previsioni di fatturato e degli utili nei settori chiave e a un’ondata di investimenti in infrastrutture per l’IA che sta trasformando il panorama, le SMID-cap stanno offrendo prospettive di crescita degli utili superiori rispetto agli indici generali delle società a grande capitalizzazione.

20 luglio 2026

Kimi K3 non è così minaccioso come sembra

Ogni diciotto mesi circa, il mercato riscopre la stessa paura: che gli enormi capitali investiti nelle aziende all'avanguardia dell’intelligenza artificiale siano una bolla destinata a scoppiare non appena un laboratorio cinese riuscirà a metterne in discussione il modello economico. Nel gennaio 2025 era stato il turno di DeepSeek R1. Questa settimana, invece, i riflettori si sono concentrati su Kimi K3 di Moonshot AI, un modello mixture-of-experts da 2.800 miliardi di parametri con una finestra di contesto di 1 milione di token che, secondo i benchmark pubblicati dalla stessa Moonshot, supera Claude Opus 4.8 nella maggior parte delle valutazioni, pur rimanendo indietro rispetto a Claude Fable 5 e GPT-5.6 Sol. La reazione del mercato è stata immediata e prevedibile: un ampio sell-off dei titoli legati all’intelligenza artificiale e una nuova ondata di commenti che evocavano lo scenario di una “DeepSeek 2.0”.

Vale la pena ricordare ciò che è realmente accaduto dopo DeepSeek 1.0. Nel gennaio 2025, l’interpretazione più catastrofista sosteneva che un modello economico, open source ed utilizzabile direttamente sui dispositivi degli utenti avesse reso superflua l’intera infrastruttura occidentale dell’intelligenza artificiale: GPU, data center, contratti per la fornitura di energia e persino gli stessi sviluppatori di modelli di frontiera. Diciassette o diciotto mesi dopo, la realtà racconta una storia diversa. Gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sono oggi significativamente più elevati, non più bassi. I principali attori dell’IA generano inoltre ricavi ben superiori rispetto al passato: secondo le nostre stime, il settore nel suo complesso raggiunge ormai ricavi annualizzati nell’ordine di 175 miliardi di dollari, mentre OpenAI e Anthropic sono passate congiuntamente da circa 8 miliardi a circa 110 miliardi di dollari nello stesso periodo. DeepSeek non ha quindi compromesso le aspettative del mercato. È stato un progresso tecnologico significativo che, col senno di poi, ha ridefinito la frontiera dell’efficienza nell’addestramento dei modelli, senza però alterare gli equilibri ai vertici del settore.

27 maggio 2026

Prospettive per l'azionario

Il conflitto in Iran ha aggiunto un ulteriore livello di incertezza a mercati azionari globali già fragili. Tuttavia, nonostante il riemergere delle tensioni geopolitiche, l’intelligenza artificiale continua a dominare l’attenzione degli investitori e rimane il principale motore alla base sia delle aspettative sugli utili sia della crescita economica. Allo stesso tempo, le valutazioni di mercato stanno diventando sempre più elevate in diverse aree geografiche e settori. Questo scenario pone gli investitori di fronte a un contesto più complesso, in cui solide aspettative di crescita convivono con prezzi elevati e rischi geopolitici in aumento.

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